sabato 20 luglio 2013

Tawashi, dishcloth, spugnette ecologiche: utili e originali

Confesso, è da un po' che ci penso. A che servirà perdere tempo con filo e uncinetto per realizzare... Stracci?
Poi, dopo una sessione di pulizie ripetitiva, in cui ho cambiato panno e detersivo più volte perché non ottenevo il risultato che volevo, è arrivata l'illuminazione.
I giapponesi ci sono arrivati da tempo, gli americani e ora i francesi seguono a ruota, ma c'è chi sa da tempo che fili e tessuti sono preziosi non solo per l'economia domestica ma anche per la salute. Mi raccontava Ezel, l'amica curda, che a casa sua tutti lavorano a maglia o uncinetto: i resti di filo servono per realizzare tappetini da mettere all'ingresso di casa, oppure per ottenere quello che avevo scambiato per uno strano basco e invece è una... spugna di lana per lavarsi.
Lo so sembra strano, eppure ariano ancora una volta scoprendo l'acqua calda. La spugna "acrilica", il Tawashi giapponese, oppure i diversi Dishcloth americani, in lana o cotone, servono sia per l'igiene del corpo che per le pulizie di casa. La trama dello scrubby pulisce senza graffiare e, dicono in rete, senza usare detergenti. Poi tutto finisce in lavatrice o nel microonde, per tornare ad essere pulito e utilizzabile per diversi anni.
Certo, anni: non mesi o istanti, come accade per i dischetti leva trucco. Quindi abbiamo materiali migliori, meno spazzatura e meno detergenti.
Se vogliamo aggiungere ancora qualcosa di positivo, c'è anche l'originalità dei progetti, del tutto personalizzabili.
Ho recuperato del filo (nuovo) bouclette chiaro e del cotone spesso azzurro e rosso (grazie Teresa) e ho cominciato con  uncinetto numero 4,5. In azzurro mono o bicolore c'è la spugnetta con lo scrubby coordinato ancora da chiudere. In rosso e bouclette chiaro ho invece lavorato una spugnetta più liscia da una parte e "ruvida"dall'altra grazie al punto tunisino, sempre con scrubby coordinato e dotato di fascetta per una migliore presa.
E ora pulizie!

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