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sabato 13 settembre 2014

Piastrelle colorate: fiori e cuori

Non mi piace dover unire piccole parti, soprattutto non ad ago. In questo caso, però, è per una buona causa e non sarò io a cucire, quindi mi sono lanciata nella realizzazione di moduli che mi incuriosivano e di cui avevo messo da parte lo schema.
Da sinistra a destra, dall'alto in basso, c'è un  quadrato lavorato a partire dall'angolo, con un motivo diagonale che lo fa sembrare una foglia. Il secondo è il terzo sono classici "granny square" con un motivo centrale a fiore.
Nella riga inferiore, si comincia con un modulo - campione con un motivo che alterna righe di maglie alte e di maglie basse. C'è poi un quadrato lavorato a punto maglia tunisino e infine l'ultimo con un bel cuore rosso.
Gli schemi si trovano facilmente in rete.

La copertina che cresce da sola

Ne avevo viste alcune in rete, ma non mi era mai capitato di avere abbastanza resti di filo per provare. Finalmente, sistemando un po' i fili, ho trovato fondi di gomitoli di acrilico, nei colori che preferisco usare nei campioni, nelle prove "da bambola". Così, per i giochi protagonisti delle avventure fantasiose della "nativa digitale", ho cominciato a realizzare una copertina colorata: si realizza un rettangolo per volta. Si comincerebbe con un quadrato, ma il colore che avevo scelto non bastava, almeno non senza unione. Scelti i primi due colori, si prosegue agganciando il nuovo filo su uno dei lati lunghi, a piacere. Per sapere qual è il diritto, ho lavorato qualche riga a punto tunisino, puntando fra le maglie, mentre il resto è a maglia bassa e mezza maglia alta. L'alternanza di colori e di punti può continuare fino a raggiungere la grandezza desiderata. Insomma, finché non finisce il filo!
Ecco il risultato, testato da un pony di peluche. Sentiremo i commenti della padroncina e delle sue bambole, che chiedono già anche nuovi vestiti.

venerdì 27 giugno 2014

Il cestino della nonna

È qualche tempo che questo cestino mini mi passa fra le mani: riesumato da chissà quale corredo "antico", è persino difficile risalire a chi, in famiglia, possa averlo realizzato.
Una base con un motivo "a girandola", tutto maglia bassa e catenelle, prosegue con i ventaglietti... Annodati.
Immagino un utilizzo da tavola, ma per cosa? È piccolo persino per la pagnottella personale, ma, colorato e personalizzato, diventerebbe perfetto per contenere un bicchierino porta candela, oppure come bomboniera e poi mini svuota tasche da scrivania.

giovedì 1 maggio 2014

Una cuffietta color crema per Sofia

E' quasi un piccolo basco, la cuffietta realizzata al volo con un cotone morbido color crema per Sofia, la piccola della nostra pediatra.
Si parte dal cocuzzolo di questa montagna che alla fine ricorda una meringa, poi si scende seguendo le venature, qui sei invece di otto, segnate da due nocciolini lavorati con basi congiunte.
Gli aumenti vanno fatti fino a raggiungere l'ampiezza desiderata: non avendo la piccola modella a portata di mano, ho tenuto conto delle indicazioni standard che danno fino a 12 mesi un giro testa di circa 42 centimetri. Poi si prosegue senza più aumentare, a piacere, per una lunghezza che sarà quella che avvolgerà la testolina
Alla fine si chiude con quattro o cinque giri a maglia bassa, evitando magari il punto gambero o il bosnia che rendono meno elastico il bordo, e il cappellino è pronto.

lunedì 28 aprile 2014

La sciarpa collana a fiori di Stefania

Ne avevamo parlato a "Jeux de dames" su bobine.tv, ma ci tenevo a mostrarvi come può venire la collana di fiori in lana. Dato il colore verde scuro, un gomitolo già iniziato (quindi meno di 50 grammi) di puro merinos Zara, ho aggiunto una dozzina di perle di vetro, verdine, bianche e trasparenti, infilate alle due estremità del filo e cucite al centro di un fiore ogni quattro. La lavorazione è semplice e d'effetto: Stefania ne è stata molto contenta, dice, soprattutto per questi giorni di primavera in cui un pochino di lana attorno al collo a volte può ancora fare piacere.

venerdì 18 aprile 2014

Di farfalle e prati. Una pochette per Patrizia

Dato che su Bobine.tv si era parlato del punto foglia, mi è tornato in mente un lavoretto di qualche tempo fa e ho provayo a riproporre la pochette, o porta cellulare,  non in cotone ma in lana acrilica,  per un effetto più vaporoso.
L'idea era di decorare questa sorta di praticello con fiorellini, ma sarebbero venuti troppo piccoli, quasi "stonati", se realizzati in cotone sottile.
Così ho sfogliato una raccolta di schemi giapponesi (forse) che avevo trovato in rete ed ho scelto questa farfalla, piccola, semplice e veloce da realizzare.

martedì 18 marzo 2014

Continua l'avventura di "Jeux de Dames": puntata 77! Leggiamo uno schema

Le domande su come si interpreta uno schema per uncinetto sono sempre tante, spesso è soprattutto l'esperienza a dare le risposte giuste. Così ho pensato, nell'appuntamento settimanale su www.bobine.tv, di dedicare un po' di tempo a leggere insieme lo schema di un centrino.
Poi, l'ideale è sempre avere qualcuno a cui chiedere, con cui confrontarsi: mamme, nonne, amiche... o amiche di Internet.
Scrivetemi, se volete, oppure ci troviamo un qualche gruppo su Facebook: il mio preferito, in questo momento (ma è un lungo momento, direi!) è "Scuola di uncinetto per negati". Ma anche "Magliuomini"... Sono tutti da scoprire.
Provate e fatemi sapere.

lunedì 20 gennaio 2014

Bustina trovatutto

È un'idea semplice: una bustina, un sacchettino, abbastanza piccolo per le caramelle ma grande a sufficienza per un cellulare o un pacchetto di fazzoletti.
Ne ho realizzate due versioni, entrambe per persone con il nome che inizia con la "P": quel che ancora non mi convince è la lettera ottenuta lavorando con punto tunisi rovescio. Nel primo caso, in arancione melange, è su una base a punto tunisi maglia; nel secondo, in rosa carico, è su base a punto tunisi diritto. Diciamo che avrei voluto un contrasto maggiore.
La lavorazione è una striscia unica, da dietro a davanti, con un punto a contrasto sulla base, insomma nelle 5-6 righe centrali. Dal momento che il sacchettino è piuttosto stretto, si può usare un uncinetto di lunghezza... normale, l'importante è che l'uncino non sia troppo prominente e la lunghezza sempre con lo stesso diametro.
Per chiudere i lati, ho ripreso le maglie, creando così altri due lati con lo stesso punto, maglia o diritto.
Per rifinire, ho realizzato un passanastro e chiuso con due giri di punto Bosnia, mezza maglia bassa puntata dietro.

domenica 1 dicembre 2013

La maglia-fragola tutta d'un pezzo

La nativadigitale ha un alto concetto della famiglia: i regali arrivano tutti dal papà, maglie e simili sono fatti dalla mamma. Così mi è parso giusto realizzarle su misura un golfino super morbido color fragola.
Si parte dallo scollo, metodo top down, e si comincia il motivo sotto le maniche. Lavorando in righe di andata e ritorno, quindi con le voltate, si ottiene un curioso effetto a rilievo.
Ho usato un uncinetto numero 6 per questo filato Romy Red Heart di un bel rosso che in foto non rende .

martedì 26 novembre 2013

Da foglia ad alberello di Natale

Ecco il primo esperimento: partendo dallo schema della foglia, ho apportato alcune modifiche "natalizie".
L'inizio vuole una catenella più lunga, per ottenere il tronco; poi si aggiungono perline da alternare qui e là sul filo brillante (spago da pacchi trovato in cartoleria), come palline sull'Albero di Natale.

I fili sono da nascondere,  il lavoro da metrere in forma, le perline da disporre meglio, ma anche in questo caso abbiamo raggiunto un piccolo obiettivo: un lavoro continuo, senza spezzare il filo e senza cuciture.

domenica 8 settembre 2013

Un soffio di primavera e zucchero filato (in mohair)

Quaranta grammi di misto mohair del colore dei fiori di ciliegio: ecco a cosa stavo lavorando. Pensavate per caso che potesse stare con le mani in mano?
Il progetto finale è riuscire a trovare la combinazione giusta filo - modello - uncinetto per lavorare ad un filo e ottenere capi senza peso ma della giusta consistenza. Tutto a mano, naturalmente!
Anche se, trovassi mai una maglierista che lavora a macchina, potrei affidarle qualche filato pregiato che ho gelosamente messo da parte.
Per questa sciarpina rosa, ho usato un misto mohair (metà acrilico) lavorando morbido con un uncinetto 3,5. I punti utilizzati sono tutti molto traforati: in orizzontale per la parte centrale, in verticale sulle estremità, e ventaglio con pippiolini per la bordura.
Il risultato, dopo il lavaggio con shampoo e balsamo poi asciugatura al vento di montagna, è  una sciarpina morbida e vaporosa come zucchero filato.

sabato 27 luglio 2013

Pensierini... In rosso per stare meglio

Copiare non è il mio forte, ma prendere spunto sì.
La nativadigitale aveva scelto questo filato acrilico, rosso acceso e illuminato da un lurex argento. Anche se fa caldo, qualcosina sono riuscita a produrre.
Lo spunto arriva, come negli ultimi giorni, dai tawashi o dishcloth: spugnette ecologiche per strofinare senza graffiare e che poi si lavano (e sterilizzano) in lavatrice o nel microonde.
La base è sempre una striscia checresce a losanga, diminuendo sempre da un lato e aumentando dall'altro. Cambiano il punto e la chiusura.
Per la piccola "mela" tonda, ho lavorato a punto basso, in righe di andata e ritorno, puntando sempre sulla maglia dietro. Poi ho chiuso unendo l'ultima riga alla prima, chiuso arriciando i due estremi e poi ho fatto passare l'ultimo filo da parte a parte, per appiattire un po' il lavoro e ottenere il cappiolino.
Il secondo lavoro è pensato come un guantino da bagno o una bustina: in ogni caso l'effetto che volevo era un lato liscio e morbido e l'altro a costine. Per ottenerlo, ho di nuovo lavorato una forma a losanga ma con il punto maglia tunisino. Alla fine ho chiuso solo un lato per lasciare l'altro libero.


sabato 20 luglio 2013

Tawashi, dishcloth, spugnette ecologiche: utili e originali

Confesso, è da un po' che ci penso. A che servirà perdere tempo con filo e uncinetto per realizzare... Stracci?
Poi, dopo una sessione di pulizie ripetitiva, in cui ho cambiato panno e detersivo più volte perché non ottenevo il risultato che volevo, è arrivata l'illuminazione.
I giapponesi ci sono arrivati da tempo, gli americani e ora i francesi seguono a ruota, ma c'è chi sa da tempo che fili e tessuti sono preziosi non solo per l'economia domestica ma anche per la salute. Mi raccontava Ezel, l'amica curda, che a casa sua tutti lavorano a maglia o uncinetto: i resti di filo servono per realizzare tappetini da mettere all'ingresso di casa, oppure per ottenere quello che avevo scambiato per uno strano basco e invece è una... spugna di lana per lavarsi.
Lo so sembra strano, eppure ariano ancora una volta scoprendo l'acqua calda. La spugna "acrilica", il Tawashi giapponese, oppure i diversi Dishcloth americani, in lana o cotone, servono sia per l'igiene del corpo che per le pulizie di casa. La trama dello scrubby pulisce senza graffiare e, dicono in rete, senza usare detergenti. Poi tutto finisce in lavatrice o nel microonde, per tornare ad essere pulito e utilizzabile per diversi anni.
Certo, anni: non mesi o istanti, come accade per i dischetti leva trucco. Quindi abbiamo materiali migliori, meno spazzatura e meno detergenti.
Se vogliamo aggiungere ancora qualcosa di positivo, c'è anche l'originalità dei progetti, del tutto personalizzabili.
Ho recuperato del filo (nuovo) bouclette chiaro e del cotone spesso azzurro e rosso (grazie Teresa) e ho cominciato con  uncinetto numero 4,5. In azzurro mono o bicolore c'è la spugnetta con lo scrubby coordinato ancora da chiudere. In rosso e bouclette chiaro ho invece lavorato una spugnetta più liscia da una parte e "ruvida"dall'altra grazie al punto tunisino, sempre con scrubby coordinato e dotato di fascetta per una migliore presa.
E ora pulizie!

giovedì 11 luglio 2013

Una pochette per il cellulare di Honorine. Mille punti "speciali"

Un po' di cotone azzurro, una gugliata di marrone per fare contrasto e gli attrezzi del mestiere, pescati nella borsa da lavoro della nonna ma anche da tradizioni di tutto il mondo.
In questa pochette, dedicata alla creativissima Honorine, c'è il succo di un sapere che si tramanda da millenni. Storie ufficiali dell'uncinetto non ce ne sono ma certi ritrovamenti preistorici fanno pensare che un certo ferro lungo e uncinato potesse già servire a creare capi d'abbigliamento e tappeti.
La nostra giovane amica ha fantasia e occhio critico, meritava un prodotto altrettanto vario ed originale. Dato che non posso svelarvi subito tutti i "miei" segreti, di cui vi parlerò su bobine.tv in "Jeux de Dames - uncinetto", comincio a preparare la lista dei punti speciali usati in questo oggettino.
Alla base c'è il "punto Bosnia": la prima sezione è realizzata con la mezza maglia bassa e prendendo solo il filo posteriore (sì, proprio il punto di rifinitura di scolli, polsini e giro manica).
La parte centrale è anch'essa a "punto Bosnia", ma realizzato puntando solo nel filo anteriore, con un effetto verticale anziché orizzontale.
La terza sezione è un terzo "punto Bosnia", ottenuto puntando in entrambi i fili della maglia sottostante. Il tutto lavorando sempre in modo circolare, quindi sempre al diritto.
Cinque righe, in cima, alternano i tre punti, utilizzando il primo come divisorio orizzontale.
Poi ho preso l'uncinetto tunisino a due punte, di cui vi parlerò ancora: ho lavorato a "punto maglia", sempre in senso circolare, chiudendo le maglie a contrasto con il filo marrone. Si vede bene la rigatura sul rovescio.
Per chiudere, in alto ho realizzato un ultimo giro a mezza maglia bassa (il primo "punto Bosnia) e in basso ho chiuso l'apertura lavorando una mezza maglia bassa e una catenella, puntando alternativamente su un lato e sull'altro.
Ecco fatto: punti semplici per un risultato compatto, elastico e originale.

lunedì 24 giugno 2013

Sembra tricot ma... Un po' lo è: ecco il punto "maglia" tunisino

Sto sperimentando, confesso.
Presa da mille cose non ho più postato granché, ma proseguono le puntate su bobine.tv del video corso: ogni mercoledì un nuovo appuntamento con "Jeux de Dames - uncinetto".
La tecnica ha origine nella notte dei tempi, si mescola con aghi e ferri a punta, e gli attrezzi del mestiere più vari spuntano da ogni parte del mondo. Così, tanto per riprendere un po' la manualità con il punto tunisino, ho recuperatoun pochino di cotone "Primavera" di "Cigno nero" per una pochettina da tenere in borsetta per proteggere cellulare, occhiali,  o trovare facilmente caramelle e fazzoletto.
Ho usato due varianti di punto tunisino, che sembra leggero come maglia ma ha uno spessore al rovescio che rende più consistente il lavoro.
Si tratta, alla fine, di una striscia poi chiusa ai lati e rifInita con un giro a maglia bassa, uno a passanastro e poi ventaglietti. Un nastro per chiudere ed è fatta.
Il segreto? Lavorando solo su venti maglie, ho usato un uncinetto "normale" in bambù, liscio per caricare le maglie all'andata e con un uncino ben scavato per chiuderle al ritorno.

domenica 14 aprile 2013

Primavera negli armadi: fiori o bomboniera?

Ecco un altro modello di borsina mini, che potrebbe prestarsi a diventare una bomboniera molto allegra, ma che a me per ora serve per mettere l'antitarme negli armadi.
La base è un fiore doppio bicolore, ispirato in parte ad uno schema trovato in Internet, ma realizzabile anche "ad ispirazione". 
Uncinetto numero 3, centro giallo chiaro, corolla arancione: ecco il fiore.
Per la borsina, sono partita da una decina di "foundation single stitch" nella mia variante tipo cordoncino: si presta ad essere lavorata da entrambe le parti per salire in tondo. Durante la lavorazione ho agganciato il fiore con mezze maglie basse.
Per chiudere, solito giro passanastro e catenella chiusa in tondo per il cordino.
Buona primavera!



Voglia di primavera! Fiori per gli armadi

Sistemando i miei filati, alla ricerca di qualcosa di leggero per la mezza stagione, ho ritrovato un po' di rafia. È terribile, perché tende a scivolar via dalla rocca, mescolandosi con gli altri fili e annodandosi. Così ho pensato di cominciare a darle una destinazione, pensando anche al cambio armadi o, più che altro, alla lana da mettere via.
Per ravvivare il colore neutro della rafia, ho scelto un bel cotone arancione. 
Uncinetto numero 3 e via: per partire, un bell'anello magico in cui ho lavorato tre catenelle d'avvio e undici maglie alte, che nel secondo giro ho raddoppiato. Nei giri successivi non ho più aumentato. 
Ad altezza soddisfacente, ho realizzato a parte un fiorellino semplice con il cotone arancione: anello magico in cui ho lavorato *3 catenelle, una maglia alta, 3 catenelle, una maglia bassa* per ogni petalo. 
Poi ho semplicemente messo assieme l'arancione con la rafia, riprendendo il bordo del mini cestino, lavorando a maglia bassa. Nell'ultimo giro, ogni tre maglie basse ho lavorato una catenella e saltato un punto di base. Poi ho fermato i fili. 
Per il cordoncino, una catenella lunga a piacere da far passare nei "buchetti" del giro finale. 
Ora vado a cercare una pastiglia di antitarme da inserire: appenderò il cestino sul bastone appendiabiti, passando il cordoncino che poi stringerà a cappio il cestino fiorito. 
Voilà, finito.