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venerdì 27 giugno 2014

Il cestino della nonna

È qualche tempo che questo cestino mini mi passa fra le mani: riesumato da chissà quale corredo "antico", è persino difficile risalire a chi, in famiglia, possa averlo realizzato.
Una base con un motivo "a girandola", tutto maglia bassa e catenelle, prosegue con i ventaglietti... Annodati.
Immagino un utilizzo da tavola, ma per cosa? È piccolo persino per la pagnottella personale, ma, colorato e personalizzato, diventerebbe perfetto per contenere un bicchierino porta candela, oppure come bomboniera e poi mini svuota tasche da scrivania.

lunedì 28 aprile 2014

La sciarpa collana a fiori di Stefania

Ne avevamo parlato a "Jeux de dames" su bobine.tv, ma ci tenevo a mostrarvi come può venire la collana di fiori in lana. Dato il colore verde scuro, un gomitolo già iniziato (quindi meno di 50 grammi) di puro merinos Zara, ho aggiunto una dozzina di perle di vetro, verdine, bianche e trasparenti, infilate alle due estremità del filo e cucite al centro di un fiore ogni quattro. La lavorazione è semplice e d'effetto: Stefania ne è stata molto contenta, dice, soprattutto per questi giorni di primavera in cui un pochino di lana attorno al collo a volte può ancora fare piacere.

venerdì 18 aprile 2014

Di farfalle e prati. Una pochette per Patrizia

Dato che su Bobine.tv si era parlato del punto foglia, mi è tornato in mente un lavoretto di qualche tempo fa e ho provayo a riproporre la pochette, o porta cellulare,  non in cotone ma in lana acrilica,  per un effetto più vaporoso.
L'idea era di decorare questa sorta di praticello con fiorellini, ma sarebbero venuti troppo piccoli, quasi "stonati", se realizzati in cotone sottile.
Così ho sfogliato una raccolta di schemi giapponesi (forse) che avevo trovato in rete ed ho scelto questa farfalla, piccola, semplice e veloce da realizzare.

lunedì 20 gennaio 2014

Bustina trovatutto

È un'idea semplice: una bustina, un sacchettino, abbastanza piccolo per le caramelle ma grande a sufficienza per un cellulare o un pacchetto di fazzoletti.
Ne ho realizzate due versioni, entrambe per persone con il nome che inizia con la "P": quel che ancora non mi convince è la lettera ottenuta lavorando con punto tunisi rovescio. Nel primo caso, in arancione melange, è su una base a punto tunisi maglia; nel secondo, in rosa carico, è su base a punto tunisi diritto. Diciamo che avrei voluto un contrasto maggiore.
La lavorazione è una striscia unica, da dietro a davanti, con un punto a contrasto sulla base, insomma nelle 5-6 righe centrali. Dal momento che il sacchettino è piuttosto stretto, si può usare un uncinetto di lunghezza... normale, l'importante è che l'uncino non sia troppo prominente e la lunghezza sempre con lo stesso diametro.
Per chiudere i lati, ho ripreso le maglie, creando così altri due lati con lo stesso punto, maglia o diritto.
Per rifinire, ho realizzato un passanastro e chiuso con due giri di punto Bosnia, mezza maglia bassa puntata dietro.

sabato 4 gennaio 2014

Un cuore rosso per Mia: top-down jacquard

Lei è piccina, arrivata in estate con l'energia della bella stagione. Per dare il benvenuto a Mia ho pensato ad un golfino a maniche corte, per seguire la sua crescita, tutto bianco in pura lana merinos ma con un cuore pulsante rosso vivo e brillante (acrilico con filo metalluzzato). Il modello è il mio preferito: un top-down,  senza cuciture e che ottimizza la quantità di filo, per un risultato caldo e avvolgente ma molto leggero.
Per realizzare il cuore, facendo attenzione al posizionamento tra gli aumenti dello scalfo manica e la metà davanti sinistra, ho seguito lo schema più semplice, cambiando colore ad hoc su una base a maglia alta. Il fatto di lavorare in linea ha facilitato l'operazione, permettendo di lasciare il rosso sospeso e di non "portarselo dietro" perché sotto il bianco comunque un po' si vede.
Per la realizzazione del disegno a jacquard, trovate un tutorial su "Jeux de dames - uncinetto" di bobine.tv.
Sul bordo inferiore, ho voluto aggiungere un motivo a rilievo, cuoricini o fiocchi: su una base di 7, *salto 4 maglie, nella quinta un nocciolino, salto 3, nella quarta un noccioline chiuso assieme al primo,  sei catenelle*.  La riga successiva è a maglia bassa (5 sopra i nocciolini) e alta (4 nelle 4 maglie bianche saltate prima).
Attenzione: una particolarità del top-down è proprio quella di essere lavorato dal collo al bordo, per cui i disegni vanno interpretati al contrario.

domenica 1 dicembre 2013

La maglia-fragola tutta d'un pezzo

La nativadigitale ha un alto concetto della famiglia: i regali arrivano tutti dal papà, maglie e simili sono fatti dalla mamma. Così mi è parso giusto realizzarle su misura un golfino super morbido color fragola.
Si parte dallo scollo, metodo top down, e si comincia il motivo sotto le maniche. Lavorando in righe di andata e ritorno, quindi con le voltate, si ottiene un curioso effetto a rilievo.
Ho usato un uncinetto numero 6 per questo filato Romy Red Heart di un bel rosso che in foto non rende .

martedì 26 novembre 2013

Da foglia ad alberello di Natale

Ecco il primo esperimento: partendo dallo schema della foglia, ho apportato alcune modifiche "natalizie".
L'inizio vuole una catenella più lunga, per ottenere il tronco; poi si aggiungono perline da alternare qui e là sul filo brillante (spago da pacchi trovato in cartoleria), come palline sull'Albero di Natale.

I fili sono da nascondere,  il lavoro da metrere in forma, le perline da disporre meglio, ma anche in questo caso abbiamo raggiunto un piccolo obiettivo: un lavoro continuo, senza spezzare il filo e senza cuciture.

domenica 8 settembre 2013

Un soffio di primavera e zucchero filato (in mohair)

Quaranta grammi di misto mohair del colore dei fiori di ciliegio: ecco a cosa stavo lavorando. Pensavate per caso che potesse stare con le mani in mano?
Il progetto finale è riuscire a trovare la combinazione giusta filo - modello - uncinetto per lavorare ad un filo e ottenere capi senza peso ma della giusta consistenza. Tutto a mano, naturalmente!
Anche se, trovassi mai una maglierista che lavora a macchina, potrei affidarle qualche filato pregiato che ho gelosamente messo da parte.
Per questa sciarpina rosa, ho usato un misto mohair (metà acrilico) lavorando morbido con un uncinetto 3,5. I punti utilizzati sono tutti molto traforati: in orizzontale per la parte centrale, in verticale sulle estremità, e ventaglio con pippiolini per la bordura.
Il risultato, dopo il lavaggio con shampoo e balsamo poi asciugatura al vento di montagna, è  una sciarpina morbida e vaporosa come zucchero filato.

sabato 27 luglio 2013

Pensierini... In rosso per stare meglio

Copiare non è il mio forte, ma prendere spunto sì.
La nativadigitale aveva scelto questo filato acrilico, rosso acceso e illuminato da un lurex argento. Anche se fa caldo, qualcosina sono riuscita a produrre.
Lo spunto arriva, come negli ultimi giorni, dai tawashi o dishcloth: spugnette ecologiche per strofinare senza graffiare e che poi si lavano (e sterilizzano) in lavatrice o nel microonde.
La base è sempre una striscia checresce a losanga, diminuendo sempre da un lato e aumentando dall'altro. Cambiano il punto e la chiusura.
Per la piccola "mela" tonda, ho lavorato a punto basso, in righe di andata e ritorno, puntando sempre sulla maglia dietro. Poi ho chiuso unendo l'ultima riga alla prima, chiuso arriciando i due estremi e poi ho fatto passare l'ultimo filo da parte a parte, per appiattire un po' il lavoro e ottenere il cappiolino.
Il secondo lavoro è pensato come un guantino da bagno o una bustina: in ogni caso l'effetto che volevo era un lato liscio e morbido e l'altro a costine. Per ottenerlo, ho di nuovo lavorato una forma a losanga ma con il punto maglia tunisino. Alla fine ho chiuso solo un lato per lasciare l'altro libero.


giovedì 11 luglio 2013

Una pochette per il cellulare di Honorine. Mille punti "speciali"

Un po' di cotone azzurro, una gugliata di marrone per fare contrasto e gli attrezzi del mestiere, pescati nella borsa da lavoro della nonna ma anche da tradizioni di tutto il mondo.
In questa pochette, dedicata alla creativissima Honorine, c'è il succo di un sapere che si tramanda da millenni. Storie ufficiali dell'uncinetto non ce ne sono ma certi ritrovamenti preistorici fanno pensare che un certo ferro lungo e uncinato potesse già servire a creare capi d'abbigliamento e tappeti.
La nostra giovane amica ha fantasia e occhio critico, meritava un prodotto altrettanto vario ed originale. Dato che non posso svelarvi subito tutti i "miei" segreti, di cui vi parlerò su bobine.tv in "Jeux de Dames - uncinetto", comincio a preparare la lista dei punti speciali usati in questo oggettino.
Alla base c'è il "punto Bosnia": la prima sezione è realizzata con la mezza maglia bassa e prendendo solo il filo posteriore (sì, proprio il punto di rifinitura di scolli, polsini e giro manica).
La parte centrale è anch'essa a "punto Bosnia", ma realizzato puntando solo nel filo anteriore, con un effetto verticale anziché orizzontale.
La terza sezione è un terzo "punto Bosnia", ottenuto puntando in entrambi i fili della maglia sottostante. Il tutto lavorando sempre in modo circolare, quindi sempre al diritto.
Cinque righe, in cima, alternano i tre punti, utilizzando il primo come divisorio orizzontale.
Poi ho preso l'uncinetto tunisino a due punte, di cui vi parlerò ancora: ho lavorato a "punto maglia", sempre in senso circolare, chiudendo le maglie a contrasto con il filo marrone. Si vede bene la rigatura sul rovescio.
Per chiudere, in alto ho realizzato un ultimo giro a mezza maglia bassa (il primo "punto Bosnia) e in basso ho chiuso l'apertura lavorando una mezza maglia bassa e una catenella, puntando alternativamente su un lato e sull'altro.
Ecco fatto: punti semplici per un risultato compatto, elastico e originale.

lunedì 1 luglio 2013

En cours: continuano gli esperimenti di knooking


Negli States dicono che si tratta di una tecnica che arriva dal Giappone e su Youtube si trovano video del 2008 in cui si sperimentano modi per caricare su un uncinetto tunisino le maglie, in modo da lavorare a diritto e rovescio e non solo a diritto.
In America da qualche anno si trovano anche kit appositi con uncinetti con asola di misure diverse e un filo setoso abbinato: per fare "knooking", per ora ho recuperato un "locker hook", un uncinetto per tappeti australiani, cui ho attaccato (nell'asola) un lungo pezzo di fettuccia.
L'obiettivo è di capire come adattare all'uncinetto gli schemi della maglia e, soprattutto, utilizzare in modo "più leggero" filati, in particolare di cotone, che con l'uncinetto classico renderebbero il lavoro troppo pesante.
Per cominciare, ho preso il mio "locker hook", misura unica ma ad occhio un numero 5, e uno dei miei filati preferiti: anchor Style Magicline, arancione chiaro con sfumature sul giallino, rosso, azzurro...
Ecco i primi risultati: c'è anche un tentativo di scalfo manica, perché questo vorrebbe essere un golfino top down.
Spero si noti nelle foto che la fettuccia azzurra passa nella riga inferiore e torna in quella appena lavorata. Terminata la riga, si sfila la fettuccia dalla riga lavorata e la si fa passare in quella nuova. liberando l'uncinetto per iniziare la successiva.
Prima o poi proverò a lavorare anche in circolare, dal momento che la fettuccia (o forse sarebbe meglio un lungo laccio da scarpe) permette una grande duttilità.

lunedì 24 giugno 2013

Sembra tricot ma... Un po' lo è: ecco il punto "maglia" tunisino

Sto sperimentando, confesso.
Presa da mille cose non ho più postato granché, ma proseguono le puntate su bobine.tv del video corso: ogni mercoledì un nuovo appuntamento con "Jeux de Dames - uncinetto".
La tecnica ha origine nella notte dei tempi, si mescola con aghi e ferri a punta, e gli attrezzi del mestiere più vari spuntano da ogni parte del mondo. Così, tanto per riprendere un po' la manualità con il punto tunisino, ho recuperatoun pochino di cotone "Primavera" di "Cigno nero" per una pochettina da tenere in borsetta per proteggere cellulare, occhiali,  o trovare facilmente caramelle e fazzoletto.
Ho usato due varianti di punto tunisino, che sembra leggero come maglia ma ha uno spessore al rovescio che rende più consistente il lavoro.
Si tratta, alla fine, di una striscia poi chiusa ai lati e rifInita con un giro a maglia bassa, uno a passanastro e poi ventaglietti. Un nastro per chiudere ed è fatta.
Il segreto? Lavorando solo su venti maglie, ho usato un uncinetto "normale" in bambù, liscio per caricare le maglie all'andata e con un uncino ben scavato per chiuderle al ritorno.

domenica 14 aprile 2013

Primavera negli armadi: fiori o bomboniera?

Ecco un altro modello di borsina mini, che potrebbe prestarsi a diventare una bomboniera molto allegra, ma che a me per ora serve per mettere l'antitarme negli armadi.
La base è un fiore doppio bicolore, ispirato in parte ad uno schema trovato in Internet, ma realizzabile anche "ad ispirazione". 
Uncinetto numero 3, centro giallo chiaro, corolla arancione: ecco il fiore.
Per la borsina, sono partita da una decina di "foundation single stitch" nella mia variante tipo cordoncino: si presta ad essere lavorata da entrambe le parti per salire in tondo. Durante la lavorazione ho agganciato il fiore con mezze maglie basse.
Per chiudere, solito giro passanastro e catenella chiusa in tondo per il cordino.
Buona primavera!



Voglia di primavera! Fiori per gli armadi

Sistemando i miei filati, alla ricerca di qualcosa di leggero per la mezza stagione, ho ritrovato un po' di rafia. È terribile, perché tende a scivolar via dalla rocca, mescolandosi con gli altri fili e annodandosi. Così ho pensato di cominciare a darle una destinazione, pensando anche al cambio armadi o, più che altro, alla lana da mettere via.
Per ravvivare il colore neutro della rafia, ho scelto un bel cotone arancione. 
Uncinetto numero 3 e via: per partire, un bell'anello magico in cui ho lavorato tre catenelle d'avvio e undici maglie alte, che nel secondo giro ho raddoppiato. Nei giri successivi non ho più aumentato. 
Ad altezza soddisfacente, ho realizzato a parte un fiorellino semplice con il cotone arancione: anello magico in cui ho lavorato *3 catenelle, una maglia alta, 3 catenelle, una maglia bassa* per ogni petalo. 
Poi ho semplicemente messo assieme l'arancione con la rafia, riprendendo il bordo del mini cestino, lavorando a maglia bassa. Nell'ultimo giro, ogni tre maglie basse ho lavorato una catenella e saltato un punto di base. Poi ho fermato i fili. 
Per il cordoncino, una catenella lunga a piacere da far passare nei "buchetti" del giro finale. 
Ora vado a cercare una pastiglia di antitarme da inserire: appenderò il cestino sul bastone appendiabiti, passando il cordoncino che poi stringerà a cappio il cestino fiorito. 
Voilà, finito. 

giovedì 4 aprile 2013

Esperimenti: il porta cellulare con tessuto d'antan

Lavorare ad uncinetto su tessuto naturale non è facile: semplice sì, ma difficile perché la trama a volte non "tiene".
Ci abbiamo provato.
Barbara Rosset mi ha concesso qualche ritaglio di preziosissimo tessuto artigianale, prodotto in Valle d'Aosta, e abbiamo cominciato gli esperimenti.
Piccolo piccolo, ecco nascere il primo porta cellulare (ho pensato all'iPhone). Ho usato un cotone color panna e punti molto semplici. Per la chiusura, un laccetto fatto di catenelle si aggancia ad un bottone in tinta.
Poi ci siamo lanciate nella ricerca del contrasto. Cotone arancione, lavorato direttamente sul tessuto, senza orlo, e in pochi giri la "calzina" è fatta. In questo caso non c'è chiusura ma si potrebbe prevedere una catenella lunga.
L'esperimento continua!

mercoledì 13 marzo 2013

Con tutto l'amore in testa

Mi piaceva l'effetto a cuoricini di questo disegno bicolore, così l'ho provato.
Forse ho utilizzato un filato troppo sottile, forse colori poco contrastanti, uncinetto numero 3 con un bianco elasticizzato ProFilo puro merinos e un verde acqua "Grignasco Golf" 70% lana e 30% acrilico. 
Il difetto dello schema, molto bello nella realizzazione e facile da interpretare, è che ogni due righe bisogna tagliare il filo a fine riga per cambiare colore... sul lato opposto. 
Intanto ho chiuso il lavoro creando una fascetta calda e delicata. Penso però di riprovare questo disegno, aggiungendo una riga del colore principale, per ovviare al taglio del filo. Forse starebbe bene, al posto del ventaglietto, una coppia di nocciolini. Vedremo.

domenica 10 marzo 2013

Pendenti leggerissimi e preziosi

Da tempo mi chiedono "gioielli" all'uncinetto. Naturalmente sono partita subito con grandi idee, pensando di poter lavorare a pizzo anche un filo semi rigido dorato o ramato: grande errore! È difficile e il risultato non mi piace.
Ridotta a più miti consigli, ho tirato di nuovo fuori cotone fine e perline e, più che sui materiali, ho cominciato a sperimentare forme e tipi di lavorazione.
Le mie personali regole di base sono sempre quelle: se possibile pezzi unici e non da attaccare, niente ago e niente colla.
Per ora ci siamo, guardate i risultati.
Ho usato un filo di lamé oro o argento per dare più lucentezza ai filati.
Partendo dall'alto di questa prima serie di orecchini (mancano però i preferiti della nativadigitale che me li ha fatti indossare subito) abbiamo un semplice ricciolo, in cotone screziato rosa-arancione e lamé oro: ho avviato 14 foundation single crochet, ma nella mia versione, e sono tornata indietro lavorando quattro maglie alte in ogni maglia di base.
Scendendo sul lato sinistro, ci sono due "ruote" prese da modelli semplici che potete trovare su internet o anche su molte riviste. Nella ruota azzurrina, le perle rosse sono state inserite prima di cominciare la lavorazione: in quel caso, invece del pippiolino ho lavorato una catenella, fatto scivolare la perla chiudendo con una catenella e poi ancora una terza. La perla in centro è invece stata lasciata in fondo all'anello magico di avvio e inglobata subito nella lavorazione.
I due modelli sulla destra sono invece esperimenti di chiacchierìno all'uncinetto: gli anelli sono montati sull'uncinetto e uniti con un cappio che li attraversa da parte a parte. Devo perfezionare la tecnica, che mi incuriosisce molto.
E voi che ne dite?

domenica 3 febbraio 2013

Nero e bianco, moda uomo

Avevo appena chiuso l'ultimo punto, quando ne ho visti di simili in una vetrina del centro. Per fortuna l'uomo di casa, sempre galante, ha subito commentato "ma quelli sono fatti a macchina". Sciarpona e cappellino simil coste, in misto mohair (30% mohair 70% acrilico) nero con un filo bianco trovati da www.filationline.it sono andati immediatamente andati a scaldare testa e gola dell'uomo di casa. Temo però che non appena deciderà di ridurre la chioma alla Branduardi il cappellino risulterà grande, ma finché lui è contento...
Ho lavorato la sciarpa nel senso della lunghezza, uncinetto numero 7 nonostante il filo non troppo spesso, alternando maglie alte in rilievo davanti e dietro, per ottenere colonnine/costine in rilievo da entrambi i lati. 
Per il cappellino ho seguito il solito schema e come motivo ho lavorato in rilievo la seconda maglia dell'aumento: un bel modo per evitare di contare! Su richiesta del destinatario ho poi aggiunto sei righe di bordo alternando maglia alta e in rilievo. 
Per il cappellino ho usato un uncinetto numero 5, temendo che una lavorazione troppo morbida tenesse meno caldo. Invece con il 7 si vede meglio la particolarità del filato che resta più morbido e vaporoso. 
Con una lana simile, ma violetta, ho iniziato per l'ennesima volta una sciarpa che vorrei tenermi: riuscirò entro la fine del freddo?