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giovedì 1 maggio 2014

Una cuffietta color crema per Sofia

E' quasi un piccolo basco, la cuffietta realizzata al volo con un cotone morbido color crema per Sofia, la piccola della nostra pediatra.
Si parte dal cocuzzolo di questa montagna che alla fine ricorda una meringa, poi si scende seguendo le venature, qui sei invece di otto, segnate da due nocciolini lavorati con basi congiunte.
Gli aumenti vanno fatti fino a raggiungere l'ampiezza desiderata: non avendo la piccola modella a portata di mano, ho tenuto conto delle indicazioni standard che danno fino a 12 mesi un giro testa di circa 42 centimetri. Poi si prosegue senza più aumentare, a piacere, per una lunghezza che sarà quella che avvolgerà la testolina
Alla fine si chiude con quattro o cinque giri a maglia bassa, evitando magari il punto gambero o il bosnia che rendono meno elastico il bordo, e il cappellino è pronto.

sabato 4 gennaio 2014

Un cuore rosso per Mia: top-down jacquard

Lei è piccina, arrivata in estate con l'energia della bella stagione. Per dare il benvenuto a Mia ho pensato ad un golfino a maniche corte, per seguire la sua crescita, tutto bianco in pura lana merinos ma con un cuore pulsante rosso vivo e brillante (acrilico con filo metalluzzato). Il modello è il mio preferito: un top-down,  senza cuciture e che ottimizza la quantità di filo, per un risultato caldo e avvolgente ma molto leggero.
Per realizzare il cuore, facendo attenzione al posizionamento tra gli aumenti dello scalfo manica e la metà davanti sinistra, ho seguito lo schema più semplice, cambiando colore ad hoc su una base a maglia alta. Il fatto di lavorare in linea ha facilitato l'operazione, permettendo di lasciare il rosso sospeso e di non "portarselo dietro" perché sotto il bianco comunque un po' si vede.
Per la realizzazione del disegno a jacquard, trovate un tutorial su "Jeux de dames - uncinetto" di bobine.tv.
Sul bordo inferiore, ho voluto aggiungere un motivo a rilievo, cuoricini o fiocchi: su una base di 7, *salto 4 maglie, nella quinta un nocciolino, salto 3, nella quarta un noccioline chiuso assieme al primo,  sei catenelle*.  La riga successiva è a maglia bassa (5 sopra i nocciolini) e alta (4 nelle 4 maglie bianche saltate prima).
Attenzione: una particolarità del top-down è proprio quella di essere lavorato dal collo al bordo, per cui i disegni vanno interpretati al contrario.

domenica 1 dicembre 2013

La maglia-fragola tutta d'un pezzo

La nativadigitale ha un alto concetto della famiglia: i regali arrivano tutti dal papà, maglie e simili sono fatti dalla mamma. Così mi è parso giusto realizzarle su misura un golfino super morbido color fragola.
Si parte dallo scollo, metodo top down, e si comincia il motivo sotto le maniche. Lavorando in righe di andata e ritorno, quindi con le voltate, si ottiene un curioso effetto a rilievo.
Ho usato un uncinetto numero 6 per questo filato Romy Red Heart di un bel rosso che in foto non rende .

martedì 26 novembre 2013

Da foglia ad alberello di Natale

Ecco il primo esperimento: partendo dallo schema della foglia, ho apportato alcune modifiche "natalizie".
L'inizio vuole una catenella più lunga, per ottenere il tronco; poi si aggiungono perline da alternare qui e là sul filo brillante (spago da pacchi trovato in cartoleria), come palline sull'Albero di Natale.

I fili sono da nascondere,  il lavoro da metrere in forma, le perline da disporre meglio, ma anche in questo caso abbiamo raggiunto un piccolo obiettivo: un lavoro continuo, senza spezzare il filo e senza cuciture.

domenica 8 settembre 2013

Un soffio di primavera e zucchero filato (in mohair)

Quaranta grammi di misto mohair del colore dei fiori di ciliegio: ecco a cosa stavo lavorando. Pensavate per caso che potesse stare con le mani in mano?
Il progetto finale è riuscire a trovare la combinazione giusta filo - modello - uncinetto per lavorare ad un filo e ottenere capi senza peso ma della giusta consistenza. Tutto a mano, naturalmente!
Anche se, trovassi mai una maglierista che lavora a macchina, potrei affidarle qualche filato pregiato che ho gelosamente messo da parte.
Per questa sciarpina rosa, ho usato un misto mohair (metà acrilico) lavorando morbido con un uncinetto 3,5. I punti utilizzati sono tutti molto traforati: in orizzontale per la parte centrale, in verticale sulle estremità, e ventaglio con pippiolini per la bordura.
Il risultato, dopo il lavaggio con shampoo e balsamo poi asciugatura al vento di montagna, è  una sciarpina morbida e vaporosa come zucchero filato.

sabato 27 luglio 2013

Pensierini... In rosso per stare meglio

Copiare non è il mio forte, ma prendere spunto sì.
La nativadigitale aveva scelto questo filato acrilico, rosso acceso e illuminato da un lurex argento. Anche se fa caldo, qualcosina sono riuscita a produrre.
Lo spunto arriva, come negli ultimi giorni, dai tawashi o dishcloth: spugnette ecologiche per strofinare senza graffiare e che poi si lavano (e sterilizzano) in lavatrice o nel microonde.
La base è sempre una striscia checresce a losanga, diminuendo sempre da un lato e aumentando dall'altro. Cambiano il punto e la chiusura.
Per la piccola "mela" tonda, ho lavorato a punto basso, in righe di andata e ritorno, puntando sempre sulla maglia dietro. Poi ho chiuso unendo l'ultima riga alla prima, chiuso arriciando i due estremi e poi ho fatto passare l'ultimo filo da parte a parte, per appiattire un po' il lavoro e ottenere il cappiolino.
Il secondo lavoro è pensato come un guantino da bagno o una bustina: in ogni caso l'effetto che volevo era un lato liscio e morbido e l'altro a costine. Per ottenerlo, ho di nuovo lavorato una forma a losanga ma con il punto maglia tunisino. Alla fine ho chiuso solo un lato per lasciare l'altro libero.


sabato 20 luglio 2013

Tawashi, dishcloth, spugnette ecologiche: utili e originali

Confesso, è da un po' che ci penso. A che servirà perdere tempo con filo e uncinetto per realizzare... Stracci?
Poi, dopo una sessione di pulizie ripetitiva, in cui ho cambiato panno e detersivo più volte perché non ottenevo il risultato che volevo, è arrivata l'illuminazione.
I giapponesi ci sono arrivati da tempo, gli americani e ora i francesi seguono a ruota, ma c'è chi sa da tempo che fili e tessuti sono preziosi non solo per l'economia domestica ma anche per la salute. Mi raccontava Ezel, l'amica curda, che a casa sua tutti lavorano a maglia o uncinetto: i resti di filo servono per realizzare tappetini da mettere all'ingresso di casa, oppure per ottenere quello che avevo scambiato per uno strano basco e invece è una... spugna di lana per lavarsi.
Lo so sembra strano, eppure ariano ancora una volta scoprendo l'acqua calda. La spugna "acrilica", il Tawashi giapponese, oppure i diversi Dishcloth americani, in lana o cotone, servono sia per l'igiene del corpo che per le pulizie di casa. La trama dello scrubby pulisce senza graffiare e, dicono in rete, senza usare detergenti. Poi tutto finisce in lavatrice o nel microonde, per tornare ad essere pulito e utilizzabile per diversi anni.
Certo, anni: non mesi o istanti, come accade per i dischetti leva trucco. Quindi abbiamo materiali migliori, meno spazzatura e meno detergenti.
Se vogliamo aggiungere ancora qualcosa di positivo, c'è anche l'originalità dei progetti, del tutto personalizzabili.
Ho recuperato del filo (nuovo) bouclette chiaro e del cotone spesso azzurro e rosso (grazie Teresa) e ho cominciato con  uncinetto numero 4,5. In azzurro mono o bicolore c'è la spugnetta con lo scrubby coordinato ancora da chiudere. In rosso e bouclette chiaro ho invece lavorato una spugnetta più liscia da una parte e "ruvida"dall'altra grazie al punto tunisino, sempre con scrubby coordinato e dotato di fascetta per una migliore presa.
E ora pulizie!

lunedì 1 luglio 2013

En cours: continuano gli esperimenti di knooking


Negli States dicono che si tratta di una tecnica che arriva dal Giappone e su Youtube si trovano video del 2008 in cui si sperimentano modi per caricare su un uncinetto tunisino le maglie, in modo da lavorare a diritto e rovescio e non solo a diritto.
In America da qualche anno si trovano anche kit appositi con uncinetti con asola di misure diverse e un filo setoso abbinato: per fare "knooking", per ora ho recuperato un "locker hook", un uncinetto per tappeti australiani, cui ho attaccato (nell'asola) un lungo pezzo di fettuccia.
L'obiettivo è di capire come adattare all'uncinetto gli schemi della maglia e, soprattutto, utilizzare in modo "più leggero" filati, in particolare di cotone, che con l'uncinetto classico renderebbero il lavoro troppo pesante.
Per cominciare, ho preso il mio "locker hook", misura unica ma ad occhio un numero 5, e uno dei miei filati preferiti: anchor Style Magicline, arancione chiaro con sfumature sul giallino, rosso, azzurro...
Ecco i primi risultati: c'è anche un tentativo di scalfo manica, perché questo vorrebbe essere un golfino top down.
Spero si noti nelle foto che la fettuccia azzurra passa nella riga inferiore e torna in quella appena lavorata. Terminata la riga, si sfila la fettuccia dalla riga lavorata e la si fa passare in quella nuova. liberando l'uncinetto per iniziare la successiva.
Prima o poi proverò a lavorare anche in circolare, dal momento che la fettuccia (o forse sarebbe meglio un lungo laccio da scarpe) permette una grande duttilità.

domenica 14 aprile 2013

Primavera negli armadi: fiori o bomboniera?

Ecco un altro modello di borsina mini, che potrebbe prestarsi a diventare una bomboniera molto allegra, ma che a me per ora serve per mettere l'antitarme negli armadi.
La base è un fiore doppio bicolore, ispirato in parte ad uno schema trovato in Internet, ma realizzabile anche "ad ispirazione". 
Uncinetto numero 3, centro giallo chiaro, corolla arancione: ecco il fiore.
Per la borsina, sono partita da una decina di "foundation single stitch" nella mia variante tipo cordoncino: si presta ad essere lavorata da entrambe le parti per salire in tondo. Durante la lavorazione ho agganciato il fiore con mezze maglie basse.
Per chiudere, solito giro passanastro e catenella chiusa in tondo per il cordino.
Buona primavera!



Voglia di primavera! Fiori per gli armadi

Sistemando i miei filati, alla ricerca di qualcosa di leggero per la mezza stagione, ho ritrovato un po' di rafia. È terribile, perché tende a scivolar via dalla rocca, mescolandosi con gli altri fili e annodandosi. Così ho pensato di cominciare a darle una destinazione, pensando anche al cambio armadi o, più che altro, alla lana da mettere via.
Per ravvivare il colore neutro della rafia, ho scelto un bel cotone arancione. 
Uncinetto numero 3 e via: per partire, un bell'anello magico in cui ho lavorato tre catenelle d'avvio e undici maglie alte, che nel secondo giro ho raddoppiato. Nei giri successivi non ho più aumentato. 
Ad altezza soddisfacente, ho realizzato a parte un fiorellino semplice con il cotone arancione: anello magico in cui ho lavorato *3 catenelle, una maglia alta, 3 catenelle, una maglia bassa* per ogni petalo. 
Poi ho semplicemente messo assieme l'arancione con la rafia, riprendendo il bordo del mini cestino, lavorando a maglia bassa. Nell'ultimo giro, ogni tre maglie basse ho lavorato una catenella e saltato un punto di base. Poi ho fermato i fili. 
Per il cordoncino, una catenella lunga a piacere da far passare nei "buchetti" del giro finale. 
Ora vado a cercare una pastiglia di antitarme da inserire: appenderò il cestino sul bastone appendiabiti, passando il cordoncino che poi stringerà a cappio il cestino fiorito. 
Voilà, finito. 

giovedì 4 aprile 2013

Esperimenti: il porta cellulare con tessuto d'antan

Lavorare ad uncinetto su tessuto naturale non è facile: semplice sì, ma difficile perché la trama a volte non "tiene".
Ci abbiamo provato.
Barbara Rosset mi ha concesso qualche ritaglio di preziosissimo tessuto artigianale, prodotto in Valle d'Aosta, e abbiamo cominciato gli esperimenti.
Piccolo piccolo, ecco nascere il primo porta cellulare (ho pensato all'iPhone). Ho usato un cotone color panna e punti molto semplici. Per la chiusura, un laccetto fatto di catenelle si aggancia ad un bottone in tinta.
Poi ci siamo lanciate nella ricerca del contrasto. Cotone arancione, lavorato direttamente sul tessuto, senza orlo, e in pochi giri la "calzina" è fatta. In questo caso non c'è chiusura ma si potrebbe prevedere una catenella lunga.
L'esperimento continua!

mercoledì 13 marzo 2013

Con tutto l'amore in testa

Mi piaceva l'effetto a cuoricini di questo disegno bicolore, così l'ho provato.
Forse ho utilizzato un filato troppo sottile, forse colori poco contrastanti, uncinetto numero 3 con un bianco elasticizzato ProFilo puro merinos e un verde acqua "Grignasco Golf" 70% lana e 30% acrilico. 
Il difetto dello schema, molto bello nella realizzazione e facile da interpretare, è che ogni due righe bisogna tagliare il filo a fine riga per cambiare colore... sul lato opposto. 
Intanto ho chiuso il lavoro creando una fascetta calda e delicata. Penso però di riprovare questo disegno, aggiungendo una riga del colore principale, per ovviare al taglio del filo. Forse starebbe bene, al posto del ventaglietto, una coppia di nocciolini. Vedremo.

domenica 10 marzo 2013

Pendenti leggerissimi e preziosi

Da tempo mi chiedono "gioielli" all'uncinetto. Naturalmente sono partita subito con grandi idee, pensando di poter lavorare a pizzo anche un filo semi rigido dorato o ramato: grande errore! È difficile e il risultato non mi piace.
Ridotta a più miti consigli, ho tirato di nuovo fuori cotone fine e perline e, più che sui materiali, ho cominciato a sperimentare forme e tipi di lavorazione.
Le mie personali regole di base sono sempre quelle: se possibile pezzi unici e non da attaccare, niente ago e niente colla.
Per ora ci siamo, guardate i risultati.
Ho usato un filo di lamé oro o argento per dare più lucentezza ai filati.
Partendo dall'alto di questa prima serie di orecchini (mancano però i preferiti della nativadigitale che me li ha fatti indossare subito) abbiamo un semplice ricciolo, in cotone screziato rosa-arancione e lamé oro: ho avviato 14 foundation single crochet, ma nella mia versione, e sono tornata indietro lavorando quattro maglie alte in ogni maglia di base.
Scendendo sul lato sinistro, ci sono due "ruote" prese da modelli semplici che potete trovare su internet o anche su molte riviste. Nella ruota azzurrina, le perle rosse sono state inserite prima di cominciare la lavorazione: in quel caso, invece del pippiolino ho lavorato una catenella, fatto scivolare la perla chiudendo con una catenella e poi ancora una terza. La perla in centro è invece stata lasciata in fondo all'anello magico di avvio e inglobata subito nella lavorazione.
I due modelli sulla destra sono invece esperimenti di chiacchierìno all'uncinetto: gli anelli sono montati sull'uncinetto e uniti con un cappio che li attraversa da parte a parte. Devo perfezionare la tecnica, che mi incuriosisce molto.
E voi che ne dite?

domenica 24 febbraio 2013

Che cos'è la recessione?

Ho molto vago il ricordo del tempo in cui i ghiaccioli costavano 50 lire, forse è più il ricordo di un racconto. Chissà quanto costava, allora, il filo...
Non ne ho idea. Le maglie di compravano, le sciarpe arrivavano in dono dalla "zia suora", oppure si cercavano in anteprima i tessuti tecnici, quella microfibra che sembrava ottimale, così leggera e calda. Eppure c'era ancora chi si affidava ad una magliaia per realizzare un bel capo da indossare nelle occasioni speciali e, devo dire, l'effetto era notevole.
Ora, si moltiplicano i corsi, le uscite in edicola, le proposte di lavoro a maglia ed uncinetto, quasi siano ritornate le casalinghe e madri di una volta.
Mah...
In realtà, alla fine, il livello proposto è sempre molto semplice, segno che si è tornati a lavorare a mano ma non per necessità. O forse il bisogno c'è ma sono venuti a mancare i buoni insegnamenti in famiglia.
Inizio però a pensare con preoccupazione alla recessione quando trovo un'invasione di filati al supermercato, tra le offerte dei detersivi e quelle di cibo per cani o gatti. Le marche sono buone, se non altro sono note, la composizione va dalla generica "pura lana" al 50% acrilico, fino al cento per cento acrilico che le francesi, ad esempio, non disdegnano neppure per i neonati.
Che ci sta succedendo? Stiamo diventando poveri o stiamo pensando di esserlo già?
Intanto ho scelto un 50-50 di un colore acceso, tra il rosso e il fucsia, per un nuovo gilet frou frou da realizzare per la nativadigitale. Non mi resta che andare a recuperare il punto adatto, ma data la morbidezza del filato credo resterò sulla classica mezza maglia alta. Niente pizzi, siamo in recessione, no?

Il modello infinito

Lo schema è questo, nell'originale si ottiene un tappeto. Con un uncinetto numero tre e un bel cotone color écru vediamo invece cosa diventerà.
Ho trovato il modello grazie ad una e-amica sudamericana, mentre ero in cerca di modelli esagonali da lavorare in tondo per la mia collezione di punti. Non so se si possa utilizzare anche come base per un coprispalle stile granny (due granny esagonali, piegati unendo due punte vicine e chiudendo sopra le maniche e in mezzo al dorso). Intanto continuo a macinare giri, anche perché ho il sospetto che un disegno simile, bello ricorsivo, possa continuare a ripetersi all'infinito o quasi.
Bella sfida. Vediamo quanto filo ho da parte...

domenica 3 febbraio 2013

Nero e bianco, moda uomo

Avevo appena chiuso l'ultimo punto, quando ne ho visti di simili in una vetrina del centro. Per fortuna l'uomo di casa, sempre galante, ha subito commentato "ma quelli sono fatti a macchina". Sciarpona e cappellino simil coste, in misto mohair (30% mohair 70% acrilico) nero con un filo bianco trovati da www.filationline.it sono andati immediatamente andati a scaldare testa e gola dell'uomo di casa. Temo però che non appena deciderà di ridurre la chioma alla Branduardi il cappellino risulterà grande, ma finché lui è contento...
Ho lavorato la sciarpa nel senso della lunghezza, uncinetto numero 7 nonostante il filo non troppo spesso, alternando maglie alte in rilievo davanti e dietro, per ottenere colonnine/costine in rilievo da entrambi i lati. 
Per il cappellino ho seguito il solito schema e come motivo ho lavorato in rilievo la seconda maglia dell'aumento: un bel modo per evitare di contare! Su richiesta del destinatario ho poi aggiunto sei righe di bordo alternando maglia alta e in rilievo. 
Per il cappellino ho usato un uncinetto numero 5, temendo che una lavorazione troppo morbida tenesse meno caldo. Invece con il 7 si vede meglio la particolarità del filato che resta più morbido e vaporoso. 
Con una lana simile, ma violetta, ho iniziato per l'ennesima volta una sciarpa che vorrei tenermi: riuscirò entro la fine del freddo?

venerdì 4 gennaio 2013

Stelle di Natale per tutto l'anno

Ecco una variante simpatica del granny esagonale, come sempre chi riconosce lo schema come proprio me lo segnali, perché non ho più la fonte purtroppo.
Ho scelto una ciniglia rossa di www.filationline.it sottile, morbida e abbastanza resistente, lavorata con uncinetto numero 3.
Il disegno risulta un po' più fine perché i gruppi sono composti di due maglie alte invece che di tre, lasciando angoli più corposi che poi faranno motivo. Sì, perché l'intenzione sarebbe di farne un piccolo coprispalle (granny shrug): una volta ottenuti due esagoni uguali, si piegano unendo due angoli successivi, cucendo (o unendo all'uncinetto) la parte sopra delle maniche e le due metà della parte dietro.
Non ho idea di quanto tenga caldo questa ciniglia, pensavo comunque ad un capo da bimba per la mezza stagione. Vi farò sapere!
Ecco lo schema

domenica 30 dicembre 2012

Una nuvola contro il freddo


Eccola finita, la sciarpa in mohair sfumata di viola! Soffice e leggera, circa 50 grammi di lana, l'ho lavorata con uncinetto numero 5 e senza stringere troppo i punti. Il disegno a foglie, o diamanti secondo la fantasia, è quello di cui vi avevo già parlato.
Devo dire che il risultato è piuttosto soddisfacente, sia nella lavorazione che nell'aspetto finale, tanto che in un primo tempo volevo tenermela! Invece partirà in destinazione Chiara, per proteggere la sua bella voce, assieme ad una borsa in lana cotta color ottanio, ripreso da alcune sfumature della lana. Non amo particolarmente il verde nell'abbigliamento (bisogna chiamare i colori con il loro nome!), ma l'abbinamento mi pare ci stia. Sentiremo l'interessata. 
Intanto posso cominciare a pensare ad un altro progetto super morbido e leggero, dato che un po' di lana mi è rimasta. 
E poi ci sono altri "en cours" di cui vi devo ancora parlare... La nativadigitale dice che una lana ha "i bottoni", ma sono in realtà lurex e paillettes: non pensate a nulla di kitch, anzi!
Qui sopra, per tornare al tema del post, c'è la sciarpa così come viene: aperta e chiusa. Le due punte sono piuttosto lunghe, ma l'ho pensata sia come accessorio da tutti i giorni, sia per proteggere una scollatura generosa quando si esce da teatro.
Questo è quanto. E per il resto bisogna aspettare ancora qualche giorno.
Sorpresa!

martedì 25 dicembre 2012

Sogni di lana

Che ci fa una, la notte di Natale, con filo e uncinetto? Aspetta che la nativadigitale sia ben sprofondata nel sonno più profondo per spostare un paio di regalucci!
Intanto ho ripreso una sciarpina che a lungo sono stata in dubbio se tenere o regalare... Lo schema a "foglie" viene da un album di punti, mentre il filato è un puro mohair trovato con grande fortuna su filationline.it. La combinazione, quasi una congiuntura astrale, è davvero interessante. 
Colori sfumati dal fucsia all'ottanio, resistenza, leggerezza tra il velo e la piuma sono tra le caratteristiche di questo filato da mille e una notte. 
La lana mohair viene dalla tosatura della capra d'angora (niente a che vedere con il pelo dell'omonimo coniglio, volatile e poco resistente): angora, Ankara, Turchia... Il pensiero non può che andare agli amici curdi ed alla loro storia tormentata. Ma anche ai lavori meravigliosi che Ezel mi ha portato qualche volta: copertine, cappottini, presine/spugnette, tappetini... La manualità di uomini e donne con maglia e uncinetto fa diventare ogni punto un omaggio alla loro bella cultura soffocata dal regime. 
Un bel pensiero per augurare a tutti buon Natale!

domenica 9 dicembre 2012

Cappuccetto rosso e il golfino stellare


La nativadigitale, che ormai sa parlare, cantare e inventare storie, da piccolissima ha ricevuto in regalo un meraviglioso "Cappuccetto rosso", come quello della favola: Emanuela ha aggiunto un cappuccio a quel modello geniale che i francesi chiamano "gilet pétale", una sorta di fiore che diventa giacca ampia e comoda, con o senza maniche.
Qualcosa di rosso ci dovrebbe sempre essere in un guardaroba completo, anche se la proprietaria ha sì e no due anni di vita (ma gusti molto ben definiti!).
Così sono andata a cercare un altro rosso. Rosso fuoco in lana e microfibra? Ne avevo troppo poco.
Ciniglia rossa? Non mi era ancora arrivata, prima dovevo testarla, ma per Natale arriverà qualcosa.
Lana al mercato? Risposta esatta. Lo scorso Natale ero andata a caccia di filati rossi per i regali e mi era capitato uno stock di pura lana merino rosso e bianco (sempre Mattifil) che alla fine avevo lasciato da parte.
Il modello è rigorosamente "top down", per risolvere subito la questione cuciture, che temo sempre possano infastidire i bambini. Tutto a maglia alta, con scalfo manica per ovviare anche agli aumenti e allo sprone troppo tondo, ho iniziato il disegno dopo aver chiuso le maniche, ufficialmente, ma ne ho già anticipato un motivo sui lati della chiusura e sulle maniche appena sotto la spalla.
Il disegno ricorda una stella e si articola su due righe:
nella prima riga, * 5 maglie alte, due catenelle, una maglia alta senza saltare maglie di base, saltare tre maglie di base, una maglia alta, due catenelle * proseguire da * a * fino al termine della riga;
nella seconda riga, * 5 maglie alte, una maglia alta fra le due della riga precedente, tre catenelle, una maglia alta dove si è puntata la precedente * e così fino al termine della riga.
Le due righe successive invertono il gruppo di 5 maglie alte e il disegno.
Questo motivo, semplice e d'effetto, va bene per il "top down", dove alla fine il disegno rischia sempre di risultare a testa in giù.
Le maniche sono state lavorate puntando direttamente sulle maglie esistenti. Ho diminuito un po' dopo il gomito e terminato con cinque giri di "ponto elastico", come lo chiamano gli spagnoli: una sorta di costine 1-1 alternando maglie alte lavorate in rilievo davanti e dietro.
Per stringere ancora un po', ho aggiunto tre giri a maglia bassa.
Voilà, senza cuciture e ottimizzando al massimo il filo (sono meno di due etti, lavorando con uncinetto numero 4 quando bastava un 3 o 3,5): ecco un golfino caldo e leggero ma anche spiritoso!